Cos’è la sagra dei osei

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La Sagra dei Osei (uccelli) è una manifestazione avicola che ha luogo tutti gli anni a Sacile (PN) la prima domenica dopo Ferragosto.

Nata verso la fine del 1200 ed incentrata sull’esposizione e sul mercato di uccelli da canto, è considerata una delle più antiche sagre popolari d’Italia. In origine gli abitanti dei paesi circostanti si riunivano fuori dalle mura di Sacile, nell’ambito del Mercato di San Lorenzo, per dare vita al commercio di uccelli da richiamo, utilizzati poi nella pratica dell’uccellagione (già allora molto diffusa a livello popolare).
La svolta avviene nel 1274, quando Sacile chiede e ottiene che il mercato di San Lorenzo sia spostato nel cuore della città. Questa scelta fu probabilmente dettata da ragioni di carattere economico: le istituzioni cittadine avrebbero così potuto applicare dazi sulle merci vendute, beneficiando di un ritorno economico notevole. Il successo di questo mercato ne ha poi determinato lo sviluppo: negli anni la Sagra dei Osei è venuta ad assumere i connotati di una fiera ampia e sfaccettata, della durata di più giorni. La semplice compravendita di uccelli è stata successivamente affiancata dalla mostra mercato di animali da cortile, dall’ormai “prestigioso” concorso canoro e dal commercio di prodotti di vario genere.

Nel 1907 un comitato cittadino si impegnò a dare visibilità a livello nazionale a questo evento. Ne parlò con toni entusiastici il giornalista Arnaldo Fraccaroli su La Domenica del Corriere.  Nel 1909 la sagra fu disciplinata attraverso un regolamento specifico, specializzandosi progressivamente nel settore ornitologico e diventando una fiera rinomata, per gli esperti del settore, a livello europeo.

Oggi ne fanno da corredo numerosi altri eventi: l’esposizione nazionale canina, la mostra dell’apicoltura, la mostra interregionale del Registro Anagrafico della specie cunicola, il premio internazionale di chioccolo (pratica finalizzata alla caccia, i cui concorrenti si sfidano nell’imitazione del canto dei volatili). Caratteristico è il manifesto della sagra, che ha assunto un significato di elemento di identità storica ed è, da anni, affidato alla creatività di personalità di fama internazionale (uno per tutti quello dell’edizione 2009, realizzato dall’artista americana Pae White). La manifestazione ha avuto, nel tempo, diverse denominazioni: Fiera-Mercato di San Lorenzo, Mercato uccelli, Esposizione mercato, Fiera degli uccelli, Sagra degli uccelli.

Il titolo di “Sagra dei Osei” appare per la prima volta su La Patria del Friuli dell’11 agosto 1926.

Attualmente la sua organizzazione avviene a cura della Pro Sacile, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Vi è affiancata  la “Fiera Primaverile degli Uccelli”, che si svolge annualmente la domenica dopo Pasqua. L’incasso netto nel 2010 è stato di circa 92 mila euro, e per l’edizione 2011 la Pro Sacile ha preventivato una spesa di 146 mila euro. Le ultime edizioni hanno contato su un numero medio di 30 mila visitatori, con la presenza di oltre un centinaio di espositori e commercianti a fronte di un numero complessivo di circa 50 mila animali esposti.

Durante i giorni della sagra la città di Sacile diventa un grande mercato a cielo aperto: oltre agli animali e a tutti gli articoli merceologici  ad essi correlati, è possibile trovare tutto ciò che serve a un cacciatore. In questo variegato contesto troviamo anche, ad allietare il pubblico, stand enogastronomici e bancarelle con i dolciumi per i bambini: l’immagine che si vuole proporre è quella di una grande festa, che invade gran parte di piazze e strade.
L’intera città è coinvolta, si accede al centro di Sacile attraverso diversi ingressi a pagamento. Gli organizzatori, tramite gli organi di stampa locale, si premurano di rassicurare chi contesta questa fiera, spiegando che sarà fatto tutto il possibile per garantire le migliori condizioni di tutela degli gli animali ivi esposti, attraverso tutti i controlli che si renderanno necessari.
Ma, anche nelle ultime edizioni, attivisti della LAC hanno potuto rilevare numerose violazioni delle leggi in materia di tutela animale, e non sono mancati accesi diverbi tra attivisti ed espositori che, in alcuni casi, hanno portato le parti in tribunale.

In questi ultimi anni i presìdi di protesta degli attivisti per i diritti animali non sono certamente mancati,  spesso accompagnati da minacce e insulti volgari da parte dei più accesi sostenitori di queste fiere ornitologico venatorie.

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