La fiera degli uccelli di Sacile – di Andrea Zanoni

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Le fiere degli uccelli vengono scambiate da molte persone, erroneamente, come delle manifestazioni a carattere ambientale dove poter avvicinarsi agli animali e quindi alla natura.
In realtà questo errore nasce da una pubblicità, troppo spesso martellante, effettuata dalle associazioni organizzatrici e da quelle venatorie che, tramite volantinaggi ed inserzioni nei quotidiani, riescono a dare un significato ed un’immagine irreale a queste manifestazioni.
A volte vengono utilizzate immagini di boschi con animali liberi, altre volte l’immagine di un uccello posato su un ramo di un albero mentre canta; in realtà tutti gli uccelli e gli animali detenuti nelle fiere degli uccelli sono tutti rinchiusi in gabbia o legati con una zampa ad un trespolo (pappagalli, colombacci, rapaci).
La fiera di Sacile rappresenta probabilmente una delle fiere degli uccelli più antiche del nordest e sicuramente una tra le più visitate.

Credo che le fiere degli uccelli rappresentino il modo più sbagliato per avvicinare la gente alla natura.
Sotto un profilo ecologista ed ambientalista rappresentano la mercificazione di parte della natura, dove animali ed uccelli, strappati al loro habitat naturale e/o fatti riprodurre artificialmente, vengono detenuti in modo innaturale e commerciati come un qualsiasi oggetto o bene di consumo.
Tutto ciò porta, piu’ o meno consapevolmente, a significare che gli uccelli e gli altri animali possono esistere anche senza il loro habitat naturale che perciò non risulta più indispensabile.
Sotto un profilo animalista le fiere degli uccelli rappresentano situazioni di costrizione, sofferenza, prigionia.
Queste fiere sono il frutto di una delle attività più discusse ancora oggi consentite: la caccia, con particolare riferimento alla caccia ai piccoli uccelli migratori (Allodole, Fringuelli, Tordi, Cesene, Merli, ecc.).
A dimostrazione dello stretto collegamento tra caccia e fiere degli uccelli in queste manifestazioni si trova di tutto per l’attività venatoria (con la sola esclusione delle armi e solo perché la legge non lo consente): tute mimetiche, copricapi, tendine per appostamenti di caccia (capanni), richiami per cani, richiami elettroacustici per uccelli addirittura con telecomando (la legge ne vieta l’uso ma non il commercio!), stampi di uccelli, giostre per sagome, specchietti, sagome di rapaci, gabbiette per richiami vivi, stivali, ecc.

Tornando agli uccelli a Sacile si possono vedere Merli, Tordi, Allodole, Prispoloni, Fringuelli detenuti in piccole gabbiette per i cosiddetti “concorsi canori”, gare dove viene valutata la capacità canora dei soggetti maschi.
Qualcuno si è mai chiesto perché questi uccelli emettono il loro cosiddetto canto nuziale, tipico della stagione primaverile, in tarda estate?
I loro simili liberi infatti in agosto non cantano più limitandosi ad emettere solo i versi di richiamo tipici della specie di appartenenza.
Gli uccelli utilizzati in questi concorsi canori vengono sottoposti allo stesso trattamento degli uccelli utilizzati come richiami vivi per la caccia, questi uccelli in realtà possono essere utilizzati in entrambe queste pratiche.
Per ottenere il canto nuziale “fuori stagione” (ovvero in estate) vengono sottoposti alla pratica della “chiusa”.
Questa pratica, descritta nei testi di caccia agli uccelli migratori, consiste nel detenere gli uccelli maschi già dalla primavera in locali freddi, con poca luce, con poche ore di luce al giorno, con poco cibo, e spesso in parte spennati a vivo, il tutto per simulare l’inverno e per sfasare il loro ciclo biologico.
Ciò consente di avere uccelli canori che emettono il canto nuziale in estate, nel caso della fiera di Sacile, ed in autunno/inverno nel caso della caccia da capanno agli uccelli migratori.
Le fiere degli uccelli sono pertanto uno dei maggiori supporti di quella che tutti i cittadini europei dei paesi del centro e nord Europa considerano una pratica barbara ed anacronistica: la caccia da appostamento ai piccoli uccelli migratori canori (per non parlare della cattura degli uccelli nei roccoli muniti di reti da uccellagione).

Invito chi ancora continua a frequentare queste fiere ad osservare attentamente come sono detenuti questi animali.
Per i Merli, Allodole, Tordi si potrà notare che nelle gabbie dove sono imprigionati sia il contenitore dell’acqua che del cibo sono interni e non esterni (come avviene per le gabbie dei Canarini), ciò comporta un minor ingombro ed un trasporto in auto di batterie di decine di gabbiette per andare a caccia a capanno, di conseguenza con queste gabbie gli uccelli non mancheranno di imbrattare inevitabilmente acqua e cibo con le loro feci.
Se poi si osservano le gabbie per le quaglie (sembrano dei piccoli fiaschi in vimini), si noterà che queste sono addirittura sprovviste della mangiatoia; il cibo viene messo sul fondo della gabbia dove l’uccello cammina e fa i suoi bisogni.
Se uno ama la natura e gli animali non può che evitare le fiere degli uccelli, credo che ogni persona di buon senso preferisca, ad esempio, ascoltare il canto di un Fringuello libero nei giardini delle città o nella campagne piuttosto che vederlo sacrificato in una gabbietta dove non puo’ nemmeno aprire completamente le ali.
Credo che bisognerebbe informare la gente comune sul tipo di animali detenuti nelle fiere, sulle loro caratteristiche ed esigenze, su come vengono detenuti, alimentati, trasportati.
Sarebbe poi molto utile capire quanti soldi vengono incassati dai biglietti di ingresso venduti, quali contributi vengono dati alle organizzazioni delle fiere da parte del contribuenti (tramite Regione, Provincia e Comune), la destinazione degli incassi, quanto costa alla collettività la realizzazione di queste fiere (Agenti di Polizia Municipale, Carabinieri, Protezione Civile, personale del Pronto Soccorso in servizio per un’intera giornata, ecc.).

Andrea Zanoni

Andrea ZanoniAndrea Zanoni, Consigliere Regionale del Veneto del PD, vice Presidente Commissione Ambiente, Territorio, Difesa suolo, Energia, Infrastrutture. Eurodeputato PD dal 2011 al 2014 al Parlamento europeo e membro della commissione ENVI (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) e della commissione EMPL (Occupazione e affari sociali), e vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere degli Animali. Presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia del Veneto e del gruppo ambientalista Paeseambiente. Socio di LAV Lega Antivivisezione, LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli, ENPA Ente Nazionale Protezione Animali, OIPA Organizzazione Italiana Protezione Animali, Animalisti Italiani, WWF, Movimento per la Decrescita felice, CONACEM Comitato Nazionale per la difesa dai Campi Elettromagnetici, Amnesty International. Guardia giurata volontaria ecologica, venatoria e ittica dal 1991 e responsabile del Settore Conservazione del WWF Veneto (1994-1997) Coordinatore Regionale delle Guardie volontarie del WWF (1993-1997). Dal 2007 membro dei Comitati Riuniti Rifiuti Zero (per il riciclo e riutilizzo dei rifiuti) e nel 2008 tra i fondatori dell’Ecoforum di Treviso e dell’AnimalForum di Treviso. Consulente di alcuni legali delle principali associazioni ambientaliste ed animaliste in merito alle normative ed alla giurisprudenza nel settore della tutela ambientale e degli animali.

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